Controvento: un progetto che non lascia indietro nessuno

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In un’Italia in cui oltre un milione di bambini vive in condizioni di povertà assoluta, la povertà educativa emerge come una delle sfide più pressanti del nostro tempo. Controvento è un progetto nato nell’ambito del bando “Educare Insieme” e promosso dalla Cooperativa Kirikù in collaborazione con le Cooperative La Carovana e Luoghi Comuni. Il progetto offre una risposta concreta e innovativa a questo problema, con l’obiettivo di sostenere i minori più vulnerabili e promuovere nuove opportunità educative e relazionali nei territori di Treviso, Vicenza e Padova.

CHE COS'È CONTROVENTO?

Controvento è un progetto promosso dalla Cooperativa Kirikù di Montebelluna, in collaborazione con le cooperative Luoghi Comuni e La Carovana, attive nel territorio dell’Alta Marca Trevigiana. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica attraverso una serie di interventi mirati alla prevenzione e al supporto nei casi di disagio scolastico.

Finanziato dal Ministero delle Politiche Giovanili nell’ambito di un bando nazionale, Controvento prevede una serie di attività educative e relazionali rivolte principalmente agli studenti e al contesto scolastico. Il progetto, concepito nel periodo post-pandemico, ha attraversato una lunga fase di attesa legata alla pubblicazione delle graduatorie ministeriali e alla successiva assegnazione dei fondi, avvenuta all’inizio del 2025.

Sherpa è stata coinvolta nel progetto con il compito di curare la valutazione d’impatto, una componente oggi fondamentale in tutti i progetti finanziati a livello pubblico. Sherpa collabora da tempo con Kirikù su diverse progettualità legate all’animazione territoriale e allo sviluppo di politiche giovanili. In Controvento, fornisce supporto tecnico e metodologico per analizzare e restituire gli effetti delle azioni messe in campo, contribuendo così a misurarne l’efficacia e a generare valore per il territorio.

LE AZIONI DI CONTROVENTO

Le azioni di controvento

Controvento agisce attraverso una rete di azioni che coinvolge scuola, comunità e famiglia:

  • Attività laboratoriali di cittadinanza attiva e volontariato (Social Day Junior) per studenti della secondaria di primo grado;
  • Sportelli di consulenza educativa per genitori;
  • Laboratori di orientamento per classi terze e serate informative per le famiglie;
  • Punti educativi e di orientamento in presenza e online;
  • Percorsi per il benessere scolastico e il supporto allo studio;
  • Educatori in osservazione dinamica scolastica e punti di ascolto per genitori;
  • Tavoli di lavoro territoriali per co-progettare azioni mirate con enti, scuole, servizi sociali, terzo settore e Centri per l’Impiego.
“Come approccio che abbiamo come Sherpa è sempre quello, non solo di essere dei consulenti esterni, ma anche avere una condivisione della metodologia, di trasferimento di know-how verso le realtà con cui andiamo a collaborare..”
Davide Moro

CHE COS'è la valutazione d'impatto?

La valutazione d’impatto è uno strumento sempre più centrale all’interno dei progetti sociali ed educativi, perché consente di comprendere in modo oggettivo se e come un intervento ha generato un cambiamento reale nelle persone e nei territori coinvolti.

Nel progetto Controvento, questa valutazione è stata pensata fin dall’inizio come un percorso condiviso e formativo, con l’obiettivo non solo di misurare gli effetti delle attività, ma anche di trasferire competenze agli operatori delle cooperative coinvolte, in modo che possano utilizzare in autonomia questo approccio anche per future progettualità.

Un percorso in più fasi

La prima fase ha previsto una serie di incontri, sia online che in presenza, per esplorare insieme la teoria alla base della valutazione d’impatto: concetti come teoria del cambiamento, outcome, output, indicatori e impatto. Dopo aver costruito un quadro teorico comune, si è avviato un percorso partecipato per mappare il cambiamento che il progetto si propone di generare: in questo caso, la riduzione della dispersione scolastica e il miglioramento delle condizioni educative dei ragazzi.

Sebbene questi obiettivi siano già presenti nella progettazione iniziale, il contesto in cui il progetto opera è cambiato negli ultimi anni. Per questo si è ritenuto importante rivedere e aggiornare gli obiettivi alla luce del presente, così da renderli più aderenti alla realtà attuale.

 

Come si misura il cambiamento?

Una volta chiarito che cosa si vuole cambiare, si passa all’identificazione di indicatori misurabili, ovvero strumenti concreti per capire se quel cambiamento si è verificato. Ad esempio, per misurare la riduzione della dispersione scolastica ci si può interrogare su quanti studenti hanno abbandonato la scuola rispetto al passato, se ci sono stati più accessi ai servizi di supporto, o se è aumentata la partecipazione a iniziative educative.

La valutazione prevede poi una fase ex ante, ovvero una rilevazione della situazione iniziale prima dell’avvio delle attività (previsto per settembre), seguita da una valutazione finale (attorno a gennaio-febbraio 2026), per verificare se ci sono stati miglioramenti concreti. L’ideale sarebbe anche una valutazione a distanza di un anno per capire se i cambiamenti sono stati duraturi, ma spesso i progetti non prevedono questa possibilità per limiti di tempo e risorse.

Oltre la rendicontazione: coinvolgere la comunità

Infine, un elemento distintivo dell’approccio adottato è lo spirito di condivisione: la valutazione d’impatto non si limita a produrre un documento da allegare al rendiconto del progetto, ma prevede momenti di restituzione pubblica dei risultati. Questo significa organizzare incontri con la comunità, con le scuole, gli stakeholder e le istituzioni locali, per raccontare in modo trasparente cosa ha funzionato, cosa è cambiato e come continuare a migliorare.

In questo modo, la valutazione d’impatto diventa anche un’occasione di partecipazione e crescita collettiva, rafforzando il legame tra progetto e territorio, tra operatori e cittadini.

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