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Leggi l'articoloSherpa: l’importanza dell’analisi qualitativa attraverso il software Atlas.ti

Nel mondo della ricerca qualitativa, avere a disposizione strumenti efficaci per organizzare, interpretare e valorizzare i dati testuali è fondamentale. In questo contesto, Atlas.ti si impone come uno dei software più avanzati per l’analisi qualitativa. Ma cosa significa davvero usarlo nella pratica? A raccontarcelo è Lorenza Entilli, psicologa e docente, che ha fatto dell’analisi qualitativa il cuore della sua ricerca e del suo lavoro formativo.
Cos’è Atlas.ti e perché è utile nella ricerca qualitativa?
Atlas.ti è un software progettato per l’analisi di dati qualitativi complessi: interviste, focus group, video, documenti testuali, contenuti multimediali. Permette di codificare, organizzare e visualizzare grandi quantità di dati in modo strutturato, facilitando l’individuazione di pattern, connessioni e insight profondi.
Come spiega Lorenza Entilli, “Atlas.ti nasce dall’esigenza di rispondere alla domanda ‘cosa succede qui?’, cioè di osservare il mondo da una prospettiva non predefinita, ma aperta e narrativa. È come entrare in una stanza e guardarsi intorno, anziché limitarsi a misurare altezza e profondità.”
Perché scegliere Atlas.ti? I vantaggi per ricercatori, studenti e aziende
I vantaggi principali di atlas.ti
Uno dei punti di forza di Atlas.ti è la sua interfaccia visiva e user-friendly, migliorata significativamente negli ultimi anni. “All’inizio, nel 2013, l’interfaccia era molto più ostica”, ricorda Entilli. “Oggi, invece, è uno strumento accessibile anche per chi non ha un background tecnico.”
- Gestione di grandi moli di dati: utile sia per chi lavora su 20 interviste sia per le aziende che gestiscono centinaia di migliaia di documenti.
- Codifica avanzata: consente di assegnare significati a stralci di testo e raggrupparli in categorie tematiche.
- Visualizzazione dei dati: genera mappe concettuali, grafici e connessioni che aiutano a individuare pattern nascosti.
- Integrazione dell’intelligenza artificiale: fornisce suggerimenti intelligenti per la codifica e la sintesi, lasciando però all’utente la libertà della scelta finale.

La testimonianza di Lorenza Entilli: dall’università alla formazione aziendale
Laureata in psicologia clinica a Padova e attualmente docente e formatrice, Lorenza Entilli ha attraversato un percorso ibrido, che unisce la clinica, la salute pubblica, l’informatica e la metodologia della ricerca. Durante il suo dottorato in Brain, Mind and Computer Science, ha approfondito i sistemi di regole e gli algoritmi, che considera un terreno comune tra psicologia e informatica.
“Mi definisco una end user consapevole”, racconta. “Non scrivo codice, ma so orientarmi nel suo funzionamento. Atlas.ti mi ha permesso di condividere un linguaggio con informatici e data analyst, mantenendo però un approccio centrato sulle storie e sull’esperienza delle persone.”
Atlas.ti e le aziende: il caso Sherpa
Oggi Entilli collabora anche con Sherpa, che utilizza il software. Grazie ad Atlas.ti, Sherpa è in grado di trasformare dati qualitativi complessi in informazioni strategiche. Che si tratti di analizzare commenti dei clienti, trascrizioni di interviste o report aziendali, il software consente di individuare tendenze ricorrenti, segnali deboli e nuove esigenze del mercato. Il risultato è una capacità decisionale più informata e centrata sulle reali esperienze delle persone.
“In contesti aziendali dove i dati testuali sono abbondanti ma spesso trascurati, Atlas.ti aiuta a dare voce ai clienti e senso ai numeri”, sottolinea Entilli. “È un ponte tra le persone e i processi.”
Per questo, sempre più aziende si affidano ad Atlas.ti per affiancare alla quantitativa fredda dei numeri, la ricchezza calda delle narrazioni, trasformando le opinioni in asset strategici per l’innovazione e la crescita.
Cos’è la sentiment analysis e perché è cruciale per capire le persone
La sentiment analysis è una tecnica di analisi testuale che consente di rilevare e classificare le emozioni espresse nei contenuti scritti: positività, negatività, neutralità. È particolarmente utile per aziende, ricercatori e professionisti della salute che vogliono andare oltre i numeri per comprendere il vissuto delle persone. Ma per chi lavora con approcci qualitativi, non si tratta solo di contare le emozioni: si tratta di capire cosa succede davvero dietro quelle parole.
Come spiega Lorenza Entilli “le aziende, com’è il caso di Sherpa, non hanno 20 interviste: ci aggiungono almeno tre zeri. Hanno anche questionari e dati qualitativi archiviati. Hanno bisogno di sistematizzare i dati, di averli pronti in un click.”
E qui entra in gioco la sentiment analysis, soprattutto quando integrata in strumenti come Atlas.ti, che permette di gestire grandi moli di dati testuali in modo strutturato e visuale. “Il software non fa il lavoro per noi – continua la psicologa -. Bisogna spiegare bene alla macchina cosa sta guardando. […] Le AI suggeriscono codici, offrono sintesi. Ma deve esserci sempre spazio per la scelta umana.”
In altre parole, la sentiment analysis è uno strumento potentissimo, ma il suo valore emerge pienamente solo quando è guidata da una mente capace di ascoltare davvero. È qui che il connubio tra tecnologia e sguardo clinico – come quello di Lorenza Entilli e di Sherpa– fa la differenza, trasformando i dati in intuizioni utili e azionabili.
CONCLUSIONI
Atlas.ti è molto più di un semplice software di codifica: è uno strumento che, se ben utilizzato, può trasformare dati grezzi in intuizioni strategiche, dare voce alle esperienze e supportare decisioni basate sull’evidenza.
L’esperienza di Lorenza Entilli ci mostra che metodologia e tecnologia possono andare di pari passo, e che anche strumenti complessi possono diventare accessibili con la giusta guida.
Se sei un ricercatore, uno studente o un professionista che lavora con dati qualitativi, imparare a usare Atlas.ti può essere un investimento decisivo per la qualità delle tue analisi.
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