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CHE COS'È UNITED CIRCLES?
United Circles sostiene e accelera la transizione verso un futuro decarbonizzato e senza rifiuti, caratterizzato da cicli chiusi delle risorse. Attraverso una cultura della circolarità innovativa e orientata alla risoluzione dei problemi, il progetto punta a potenziare la trasformazione dei rifiuti urbani in risorse, integrando processi sostenibili tra l’industria di processo e le città.
L’iniziativa fa parte del programma Processes4Planet, sviluppato tramite il partenariato pubblico-privato tra A.SPIRE e la Commissione Europea, attraverso la creazione di sette Hub per la Circolarità (H4C) in sette regioni dell’UE e non-UE. Tre di questi hub realizzeranno dimostratori avanzati (TRL7) per innovare le filiere produttive nel campo della Simbiosi Industriale-Urabana, ponendo le basi per una rete di hub istituzionalizzati, collaborativi e autosufficienti. L’esperienza acquisita e i modelli sviluppati saranno poi replicati nei quattro hub “specchio”.
Contribuendo a rendere completamente circolari i settori delle costruzioni, del trattamento delle acque reflue e della bioraffinazione, United Circles è il motore di un vero cambiamento verso un’industria sostenibile e integrata, pronta a guidare l’Europa verso un futuro che non comprometta l’ambiente.
GLI OBIETTIVI DI UNITED CIRCLES
GLI OBIETTIVI DI UNITED CIRCLES
United Circles mira alla creazione di Hub per la Circolarità per promuovere la Simbiosi Industriale-Urabana attraverso il riutilizzo e la valorizzazione dei rifiuti in nuove risorse.
Sviluppare quadri istituzionali e di governance per promuovere una cultura della circolarità.
Sviluppare metodologie, strumenti digitali di supporto alle decisioni e innovazioni sociali per gli Hub per la Circolarità.
Espandere la catena del valore degli H4C e replicare il modello di gestione e analisi sviluppato dal progetto negli Hub Specchio (Mirroring Hubs), negli Hub Germinali (Seed Hubs) e oltre United Circles.


IL RUOLO DI SHERPA
Nel cuore del progetto europeo sull’economia circolare legata al riutilizzo degli oli alimentari esausti, Sherpa fa parte dell’Hub Veneto. Non solo fa da punto di riferimento per gli altri hub europei, ma ha anche il compito di monitorare e sintetizzare i risultati del progetto, offrendo una visione d’insieme sull’efficacia delle azioni in corso.
Oltre al coordinamento, Sherpa partecipa attivamente alla costruzione dell’accordo quadro tra i diversi attori coinvolti – dai produttori ai distributori, fino ai consumatori – con l’obiettivo di creare una filiera virtuosa. Un esempio concreto? Promuovere, attraverso la grande distribuzione (come Coop o Conad), il recupero di specifici oli più adatti alla produzione di bioplastiche, premiando i cittadini che riportano le bottiglie usate nei supermercati. Iniziative di questo tipo potrebbero ridurre l’uso delle plastiche tradizionali e generare benefici ambientali tangibili.
Ma l’intervento non si ferma ai comportamenti individuali: grande attenzione è riservata anche alla ristorazione, alle mense e alle sagre, dove si concentra la maggior parte degli scarti di olio da cucina. Qui entrano in gioco accordi mirati e contrattualizzazioni specifiche, facilitati proprio dal team tecnico dell’hub.
Un altro pilastro dell’iniziativa è la valutazione dell’impatto ambientale e sociale del modello proposto rispetto, ad esempio, alla più comune produzione di biodiesel. Il team sta sviluppando un modello di analisi rigoroso e scientificamente validato, in grado di misurare i reali benefici della transizione verso nuove filiere sostenibili.
Infine, l’Hub Veneto cura anche la comunicazione e la diffusione scientifica dei risultati, con l’obiettivo di trasferire conoscenze e buone pratiche su scala europea. Un lavoro complesso, ma fondamentale, per immaginare un futuro più circolare – e più responsabile.
Economia circolare, ambiente e comunità: così si misura il vero impatto delle bioplastiche
Le nuove filiere dell’economia circolare non si valutano solo in termini economici: il loro impatto si estende all’ambiente, alla salute pubblica e al tessuto sociale. È il caso della bioplastica ottenuta da oli alimentari esausti, una soluzione innovativa che mira a trasformare uno scarto problematico in una risorsa sostenibile.
Dal punto di vista economico, si tratta di un prodotto che ha valore di mercato, genera occupazione e innesca nuove catene produttive. Ma è anche una strategia per ridurre costi invisibili: ad esempio, quelli legati alla depurazione delle acque o alla gestione dei rifiuti plastici.
L’aspetto ambientale è altrettanto rilevante. Recuperare gli oli da cucina anziché lasciarli finire nelle fognature evita gravi danni agli ecosistemi urbani. E se questi oli diventano bioplastiche, si riduce anche la presenza di plastica tradizionale sugli scaffali e, di conseguenza, nell’ambiente – inclusi i mari e gli oceani, dove il problema delle microplastiche è sempre più urgente.
Tutto questo viene misurato attraverso indicatori validati scientificamente, che permettono di tradurre i benefici ambientali e sanitari in valori economici: quanto costa, per esempio, ripulire una rete fognaria dagli oli rispetto a gestire correttamente il riciclo? Quanto si risparmia in termini di salute pubblica evitando l’esposizione a sostanze nocive?
Ma c’è anche un impatto sociale da considerare. Le economie circolari rafforzano le relazioni tra i soggetti coinvolti: cittadini, imprese, enti locali. Si crea così capitale sociale, si sviluppano nuove collaborazioni, nascono idee e alleanze che generano valore ben oltre i numeri.
La metodologia adottata prevede una valutazione costi-benefici allargata, costruita su una griglia di indicatori ampia e trasparente. Non si scelgono solo i dati “comodi”: si raccolgono evidenze oggettive per costruire un quadro completo e misurabile dell’intervento. Il risultato? Un modello che non solo dice se qualcosa funziona, ma spiega perché funziona o dove può essere migliorato, orientando le decisioni future con rigore e responsabilità.
Titolo del progetto: UNITED CIRCLES: Networked industrial-urban symbiosis value chain demonstrators for biomaterials, C&DW, circular water loops & WWTPs, driven by Hubs 4 Circularity
Fonte di finanziamento: Horizon Europe
Topic: HORIZON-CL4-2024-TWIN-
Budget complessivo: 25.349.066,25 €
Co-finanziamento europeo: 19.992.863,25 €
Data di avvio: 1° novembre 2024
Data di chiusura: 31 ottobre 2028
Link di approfondimento:
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